Sotto un altro punto di vista: piccola storia di una formazione sulle fontane.

Sotto un altro punto di vista: piccola storia di una formazione sulle fontane.

La mia esperienza presso Ecosistem inizia il 31 agosto 2020. Arrivando per la prima volta alla sede operativa di Cavallino Treporti, nel mezzo di una campagna sapientemente coltivata e curata, già si profila un’immagine di serenità quasi bucolica. Ecosistem è una realtà emergente, frizzante, in continuo fermento: un’azienda “piccola” solo nell’aspetto, dove ogni persona è animata dal conseguimento di risultati comuni, dalla ricerca della soddisfazione lavorativa, da un’armoniosa laboriosità, da una vision univoca, e da un intenso spirito di cooperazione. Attualmente, le attività del gruppo riguardano tre aree: progettazione e realizzazione di aree verdi, progettazione e realizzazione di fontane, sanificazione e disinfestazione. Il filo rosso in tutte queste mansioni è evidentemente la connessione in armonia di uomo ed outdoor, il buon gusto estetico ed il benessere. Giorno dopo giorno, mi rendo conto che questi valori non solo vengono esportati e venduti ai clienti, ma sono l’essenza dello stesso gruppo Ecosistem.

I lavoratori in azienda sono suddivisi in due macro aree: un gruppo si occupa delle manutenzioni e costruzioni in cantiere, delle potature nei giardini e delle disinfestazioni, un’altra metà dei dipendenti è occupata in mansioni di ufficio per l’organizzazione dell’azienda. Tra questi, c’è chi si occupa di amministrazione e contabilità, chi di comunicazione, chi di export ed assistenza clienti, un architetto per la progettazione dei lavori, un direttore dei lavori ed ovviamente il titolare. Nello specifico, il mio compito in questi mesi è stato quello di ascoltare, osservare e assimilare ogni possibile informazione in ambito vendite, export e marketing. In questa suddivisione dei compiti aziendali, le mie mansioni rientrano nella funzione di ufficio commerciale, comprendendo la cura della relazione tra l’azienda e la sua clientela italiana ed estera, il primo approccio con i futuri clienti, lo scouting in ambito commerciale e le analisi di mercato. Inoltre, mi sono occupata dell’organizzazione di trasferte aziendali, della gestione ordini d’acquisto, di resi e di assistenza al titolare in senso lato, come la verbalizzazione di riunioni aziendali.

Lavorando per il brand Forme d’Acqua, ovvero per il settore dedicato alla costruzione di fontane, le maggiori difficoltà che ho riscontrato riguardano l’adattamento alla clientela di contesto “tecnico specifico”: per la prima volta mi sono interfacciata con architetti e costruttori che utilizzano costantemente un lessico specifico ed allo stesso tempo ricercato. Non è semplice adattarsi ad un settore così caratteristico e unico, quando si ha un background di studi linguistici e poca conoscenza in fatto di costruzioni edili.

L’approccio a questo mondo nuovo e molto settoriale è stata, quindi, la principale criticità del tirocinio. Le comunicazioni avvengono, talvolta, con professionisti del settore: non è semplice imparare ed utilizzare quotidianamente il linguaggio specifico perché servirebbe una approfondita formazione tecnica per essere del tutto certi di ciò che si dice. La problematica della terminologia in questione di fatto è stata una difficoltà ma anche una sfida, perché ho imparato e ben assimilato certi concetti e un determinato lessico mai sentiti prima. In particolare, i termini tecnici li ho imparati non solo in italiano ma anche in inglese, tedesco e russo.

Il fatto che l’azienda lavori con clientela del settore luxury è però sicuramente servito come incentivo. Si può prendere ad esempio l’attività dello scouting, ossia la ricerca di nuove occasioni di crescita per il Brand: indagare su hotel, showroom, centri commerciali ed altri ambienti di “lusso” non mi risulta affatto spiacevole. Molto spesso si finisce per scoprire nuovi luoghi, perlopiù italiani, sconosciuti, affascinanti e stuzzicanti. Praticamente, si analizza per l’azienda, ma sembra quasi di poter viaggiare comodamente dalla scrivania.

Tra le conoscenze acquisite in questo periodo posso contare: dettagli tecnici, lessico specifico e soft skills come capacità di pianificare, di organizzare ed apprendere in maniera continuativa.

Trovo che i punti di forza dell’azienda e del gruppo di lavoro siano molteplici: il clima di entusiasmo coinvolgente, il rapporto di intesa della squadra, cosa che influisce positivamente sul metodo di lavoro e sull’efficienza, la supervisione sempre presente ma non invasiva che non intralcia le normali attività. Ho potuto trovare spazio e tempo per lavorare con la giusta tecnica ma anche con creatività. Inoltre, l’azienda dispone di una singolare ricchezza: le persone sono preparate ad insegnare ed a motivare, dando feedback espliciti e sinceri sull’operato.

Non poteva mancare un tutor aziendale, con cui il rapporto si è rivelato costante, vivace, basato su una comunicazione aperta.

Cosa potrei aver imparato in questi tre mesi? Ho scoperto di saper affrontare un ambiente nuovo, riadattandomi al metodo di lavoro e ad una sede aziendale abbastanza lontana da casa. Ho potuto anche accrescere le mie competenze professionali, ritrovando il piacere del lavoro in squadra, del perseguimento del risultato con un obiettivo comune all’intero gruppo ed un approccio improntato al cliente. Sicuramente sarà importante per il mio futuro il fatto di aver conosciuto una realtà così compatta e complessa nello stesso tempo, la possibilità di avere uno sguardo sull’organizzazione e sui compiti dei diversi ruoli aziendali è preziosa. È per questi motivi posso definire questa esperienza travolgente ed intensa.

Alexa Anzolin

 

Susanna Dei Rossi

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