“Lo spazio rivelato” – Un viaggio con Patricia Viel e Marinella Patetta

“Lo spazio rivelato” – Un viaggio con Patricia Viel e Marinella Patetta
Milano capitale, moda, design, cultura, smart, mettiamoci un pò quello che vogliamo,
ma capitale d’Europa lo è e ce lo dimostra ad ogni occasione.Ormai diffuso in più di 15 Paesi, Architect@work è il nuovo formato di trade fai che cambia la prospettiva:
rivolto come dice il nome agli architetti, seleziona i prodotti, si concentra in soli due pomeriggi, 4 mq ad azienda, 200 espositori.
Il format è arricchito da incontri formativi di altissimo livello e su temi che collegano il nostro vivere e lavorare quotidiano con il futuro,
accorciando le distanze con gli obiettivi di sostenibilità, bellezza e intelligenza.
Il titolo di oggi è bello ed evocativo, “LO SPAZIO RIVELATO”.
Le relatrici sono d’eccellenza, i loro nomi sono brand internazionali, Marinella Patetta e Patricia Viel.
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Il tema è la luce, focus oggi è più che mai necessario.
Siamo saturi di corpi illuminanti di ogni tipo, forma, temperatura e colore, ma cosa e come viene illuminato è ancora una pratica carente e frammentata, spesso anche nella progettazione.
La luce invece è comunicazione, strumento di espressione del pensiero architettonico.
Illuminare equivale ad esporre il proprio pensiero agli altri e mai come oggi come ci si esprime, come ci si racconta, fa la differenza sul proprio successo.
Su 250 presenti al convegno ci sono circa 20 illuminotecnici e poi quasi tutti architetti.
Questo è l’evidenza di quanto sia necessario affrontare tema in modo professionale, facendo emergere l’importanza dell’illuminotecnico bravo, in un progetto di luce.
Patricia nel suo modo di parlare fa sempre la differenza, sa illuminare con precisione e perfezione le sue parole,
da valore a ciò che pensa e alla sua esperienza e questo arriva con forza al pubblico, che invita allo studio di questa materia.
L’aeroporto di Doha è uno degli esempi che ci raccontano, un non-luogo realizzato in un posto che no c’era,
I numeri snocciolati sono così grandi, che non sono nemmeno riuscito a fissarli.
L’altro è l’albergo di Bulgari a Dubai, stessa dinamica di cui sopra, ma mentre l’aeroporto
era così grande non mettersi in relazione con la luce esterna, l’albergo è al contrario completamente divorato dalla luce naturale.
E’ difficile per me ascoltare e poi raccontarvi la bellezza della loro esperienza, ma la sintesi del pensiero è la ricerca di un tema,
di un filo conduttore che unisse in modo ragionato tutta la progettazione.
Il sole che tramonta nel logo della Qatar Airways è stato l’ispirazione che si è poi elaborata e tradotta nella texture utilizzata per il progetto dell’Hamad International Airport.
Rivestimenti, illuminazione o fontane, tutto ha preso forza, linguaggio e forma da quel tema.
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Marinella è una perfezionista e per questo mi è piaciuta molto. Si capisce che anche quando potrebbe avere un approccio progettuale più easy
il suo carattere metodico e sistematico la porta sempre e comunque verso la ricerca dell’unico, del meraviglioso e di una bellezza durevole.
Con lei abbiamo fatto un viaggio, che personalmente ho vissuto come se lo avessi fatto veramente al suo fianco; ho sentito miei alcuni approcci,
ma che poi sono quelli incarnati nel solco del design italiano.
Integrazione dell’apparecchio illuminante è una delle frasi che più sono state ripetute e riassume tutta la ricerca e la fatica di un progetto durato 8 anni
e perfettamente riuscito.
L’albergo di Bulgari è stata l’altra esperienza perfettamente riuscita, un intervento che supera l’architettura per sfociare nella scenografia immaginifica.
La “pelle” dell’edificio diventa corpo illuminante di se stesso, quasi fosse vivo, ecco perché “spazio rivelato”,
così come è successo nell’intervento di restauro dello storico negozio Bulgari di via Condotti Roma,
dove Marinella attraverso la luce ha rivelato tutta la sua bellezza, manifestando tutto il suo eclettismo materico.
Nel progetto di Bulgari Hotel Dubai, l’elemento differenziante è stato la ricchezza visiva degli elementi illuminati personalizzati
perchè hanno soddisfatto il bisogno continuo di chi vive nell’ambiente monocromatico del deserto, povero di stimoli visivi, di colore e di forme rigide.
Hamad International Airport e Bulgari Hotel Dubai, due luoghi della durata, progettati con un orizzonte temporale che supera i venti anni.
Sono ormai pochi gli spazi pensati cosi, abituati ormai al fatto che tutto cambia velocemente, i negozi, gli uffici e sempre più spesso anche la casa.
Questi invece rimangono e quindi ha senso generare oggetti importanti, con una storia ed un percorso creativo che li caratterizzino.
Oggi questi luoghi sono diventati istituzioni e rappresentanza di un modo di fare, quello giusto.
In questo modo l’architetto può esprimere la propria sensibilità e manifestare la propria anima.
Il viaggio insieme a Marinella e Patricia mi ha insegnato che la luce è un forte ed indispensabile elemento di comunicazione.
Grazie per questo viaggio meraviglioso.
Milano 15 novembre 2018.
 
Gianluca Orazio
CEO Forme d’Acqua Venice Fountains
Susanna Dei Rossi

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