Il restauro di una fontana

Il restauro di una fontana

Nel precedente articolo abbiamo trattato le principali differenze tra una fontana da esterno home made, creata da un qualsiasi privato con buona volontà e una sana dose di capacità manuali, e una custom, realizzata da un’azienda professionale; questa volta vogliamo parlare di quelle fontane presenti nei giardini di ville, residenze, casolari o castelli, da lungo tempo in disuso e tramutate in fioriere o semplicemente abbandonate a sé stesse e ad una mera immagine di decadentismo. Osservare queste fontane è un “amarcord”, con la mente che viaggia indietro verso decenni passati quando gli zampilli coloravano le giornate e infondevano benessere e felicità: ora uno strato di muschio e terriccio adagiato sul calcare rende il tutto più cupo e triste, conferendo un senso di malinconia all’intero giardino, sebbene i colori dei fiori e la scelta delle essenze ce la mettano tutta a suscitare un po’ di allegria.

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Ecco che alla fine arriva la necessità di ripulire e ripristinare i giochi d’acqua, per riportare all’originario splendore la fontana e di conseguenza tutti gli esterni dell’abitazione: per fare ciò bisogna prevedere interventi che vadano ben oltre una normale manutenzione, ma restaurare completamente la fontana, attraverso un risanamento della struttura e la sostituzione di tutta la parte MEP (meccanica, elettrica ed idraulica).

Giunti a questo punto la domanda farsi è: cosa si rischia nel voler fare i lavori senza conoscere a pieno il funzionamento di una fontana?

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La prima sottovalutazione che una persona può commettere è non prevedere l’impianto di filtrazione o di sottostimarne l’importanza, affidandosi ad un comune cloratore a lambimento, che si rivelerà pronto a tradire qualsiasi aspettativa nell’arco di pochi mesi. L’impianto di filtrazione meccanico dell’acqua ed il controllo automatico di acido e cloro liquidi sono strumenti imprescindibili all’ottenimento di acqua sempre pulita, per garantire una fontana priva di calcare e sporcizia, sinonimo di durevolezza delle sue funzionalità e della sua bellezza nel tempo. Se nella fontana si volessero inserire pesci o piante acquatiche, la centralina per l’acidificazione e la clorazione automatica viene sostituita da un impianto composto da un set di spugne ad alta resistenza per trattenere sporco e impurità e da una lampada a raggi UV per la sterilizzazione dell’acqua.

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Altro punto debole da tenere in forte considerazione è l’impermeabilizzazione della struttura, che va eseguita con grande attenzione ed esperienza: se si pensa che la fontana oggetto di restauro è stata per anni inutilizzata ed esposta a numerose sollecitazioni atmosferiche e ambientali, di sicuro vanno riviste con attenzione tutte le parti, sia strutturali che ornamentali. Di solito si interviene ricostituendo l’aspetto (con il restauro delle parti ornamentali danneggiate o la sostituzione di mancanti) e la funzionalità, riprogettando la parte mep con una sostenibile e performante: con un restauro di questo tipo si va a reinserire la fontana riportata a nuovo nel contesto, il quale così va ad assumere un aspetto completamente diverso grazie al tocco vintage dato dai giochi d’acqua. Altre volte capita di voler mantenere solo l’impronta originale e di offrire una veste completamente nuova alla fontana, mediante un vero e proprio restyling del design con l’inserimento di nuovi elementi (statue, decori, ugelli con getti di forme diverse) e l’utilizzo di rivestimenti diversi, come il marmo, il granito, la pietra naturale o più semplici rasature impermeabilizzanti di cui si può scegliere qualsiasi colore.

 

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Intervenire sulle parti strutturali e impermeabilizzare bene la fontana significa quindi renderla sana, bella e ancor più sostenibile. Attenzione però che la fontana va vista e considerata anche dall’esterno, sono quindi da valutare anche la stabilità strutturale della stessa, quella del terreno o del manto che la circonda e la presenza di grandi alberi, come nel caso delle ville storiche, dove le radici sollevano, spostano e spaccano strutture e vasche, che siano in pietra o calcestruzzo.

“Last but not least”, il restauro non può vincolare la sicurezza e derogare le norme vigenti in materia di sicurezza. Si tratta di vere e proprie regole illustrate nella Norma CEI 64-8/7:2007-01, volte alla sicurezza degli ambienti per salvaguardare l’incolumità di persone ed animali da dispersioni elettriche accidentali, che vanno seguite con attenzione, soprattutto quando si tratta di scegliere il materiale elettrico da impiegare.

Restaurare una fontana significa mettersi in gioco e capire quanto valore si voglia dare al proprio giardino e all’intera abitazione: una fontana inutilizzata offre e offrirà sempre un’immagine trascurata e triste della casa, qualunque sia la sua posizione e la condizione in cui versa, come anche lasciare un arredo così importante in disuso lascia trasparire un senso di abbandono all’intero contesto. Contrariamente, una fontana funzionante e tenuta in ordine trasforma completamente il mood dell’ambiente generando allegria, freschezza e senso di novità, arricchisce l’abitazione e il verde circostante e valorizza i colori e le sfumature delle essenze, che si specchiano sulla sua superficie. Intervenire sulle fontane non è semplice, ma c’è chi si impegna da oltre due decenni per farle rivivere in modo sostenibile ed efficiente, qualunque sia la loro forma, la loro dimensione e la loro età, perché nessuna fontana è mai troppo vecchia per tornare a brillare.

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Susanna Dei Rossi

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