Restauro della fontana della Ninfa Aurisina
Civico Museo Revoltella, Trieste

Il gruppo marmoreo della “Ninfa Aurisina” ritorna a brillare grazie alla tecnologia MEP sostenibile
Il gruppo marmoreo della “Ninfa Aurisina” ritorna a brillare grazie alla tecnologia MEP sostenibile
Descrizione
Il gruppo marmoreo della “Ninfa Aurisina”, realizzato dallo scultore milanese Pietro Magni è tra le opere più significative nella storia della collezione del Museo Revoltella di Trieste (fondato nel 1872), la più antica Galleria pubblica in Italia dedicata all’arte moderna. Forme d’Acqua Venice Fountains si è occupata della progettazione e implementazione delle parti MEP (Mechanical, Electrical and Plumbing) della fontana, al fine di renderla performante e sostenibile. In un pozzetto in acciaio inox è stata alloggiata la pompa di movimentazione e ricircolo dell’acqua, a basso consumo e ad alta efficienza energetica, in sostituzione della preesistente danneggiata ed inutilizzabile. Successivamente, è stata sostituita la sonda di livello con una OASE Water Level Sensor 2000-3/5 ed un’elettrovalvola di carico automatico collegata ad una centralina di controllo Lovato, che legge automaticamente il livello d’acqua presente nella vasca di raccolta e al bisogno provvede ad integrarne o a fermare le pompe nel caso ne fosse presente troppa poca, evitando che i motori lavorino a secco e quindi si danneggino. Al fine di garantire acqua pulita e cristallina e allo stesso tempo di salvaguardare il marmo di Carrara, sono state installate due pompe peristaltiche per l’iniezione di anticalcare e anti-alga: la prima serve ad evitare che il calcare si depositi e quindi che rovini le superfici e le parti idrauliche; l’anti-alga, invece, è necessario per mantenere l’acqua pulita e cristallina, evitando la possibilità che diventi verde ed insalubre per via della presenza di batteri e virus patogeni. L’utilizzo di prodotti anti-alga al posto del cloro è particolarmente indicato per le fontane da interni, perché inodore. Il gioco d’acqua è dato da un tubo in PCV (inizialmente era in piombo ed è stato sostituito) posto in corrispondenza di un foro vicino ai piedi della figura femminile, dal quale l’acqua fuoriesce e crea un effetto di ruscellamento lungo la base del gruppo marmoreo, per tracimare nella grande conchiglia che funge da vasca di raccolta. L’acqua, attraverso il troppopieno, scende nel pozzetto in acciaio inox dove è alloggiata la pompa di movimentazione e ricircolo, per poi essere rimandata al tubo in PVC e ricominciare il giro. Infine, in collaborazione con Arentech, è stato sostituito il quadro elettrico preesistente con uno più moderno e sicuro, che comprende un timer per l’accensione e lo spegnimento della fontana, un secondo timer per la gestione delle pompe peristaltiche per l’iniezione di prodotti anticalcare e anti-alga ed una centralina di controllo Lovato per il carico automatico. A completamento dell’intervento di restauro, Forme d’Acqua ha concordato un piano di manutenzione ordinaria, effettuata dai nostri tecnici specializzati, che prevede un check completo delle funzionalità e della pulizia della fontana ogni tre mesi. Questo calendario di interventi permette di rendere la fontana ancor più durevole e di preservarne nel tempo tutta la sua bellezza ed efficienza. La fontana fu commissionata dal Barone Pasquale Revoltella (1795-1869) - imprenditore e finanziere di origine veneziana, personaggio tra i più autorevoli e rappresentativi della Trieste imperiale - in occasione dell’apertura del secondo acquedotto della città di Trieste. Posta nel 1858 al piano terra del Palazzo Baronale, in prossimità dello scalone, è composta da diverse figure allegoriche in marmo di Carrara: la figura femminile con la testa ornata della corona murale rappresenta la città di Trieste, situata alla riva del mare, nell'atto di evocare dalle caverne del Carso la ninfa della sorgente d'Aurisina, invitandola a scendere nei suoi pressi. Il genietto delle Tenebre con ali di pipistrello e la fiaccola accesa rischiara il cammino della Ninfa, la quale si presenta sollevando il velo che la teneva celata agli uomini per tanti secoli. Nel primo piano del gruppo due bimbi, l'uno rappresentante il ceto marinaro l'altro l'operaio s’affrettano a dissetarsi alle acque fresche che sgorgano ai piedi della Ninfa e scendono in una enorme conchiglia simbolo dell'Adriatico. Intorno a lei figurano simboli della navigazione e del commercio.
L’intervento di restauro dell’opera è stato studiato e realizzato da Giovanna Nevyjel, restauratrice e titolare di Nevyjel Restauri d’Arte.

PERCHÈ SCEGLIERCI

Ci siamo innamorati di questo lavoro: realizzare opere uniche, in grado di emozionare il nostro pubblico, che ci dà la possibilità di crescere insieme in questa infinita ricerca di bellezza.